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domenica 2 ottobre 2016

Romics 2016

E anche quest'autunno si è svolta la fiera del fumetto e dell'animazione.
Adoro andarci, partecipare, magari travertirmi, comprare le cose piu' strane e fotografare i cosplayers che piu' mi colpiscono.
Peccato che continua ad essere qualcosa di nicchia.
A differenza del Giappone, dov'è nata questa abitudine a preparare e interpretare personaggi nati dalla fantasia altrui,  questa passione continua a essere criticata da chi si rifiuta di provare a comprendere.

C'è chi, su twitter, ha persino definto Romics la "fiera dei disadattati".
Nulla di piu' inverosimile.

Vero che negli adulti partecipanti c'è molta nostalgia dei tempi andati, quando si era giovanissimi e si sognava dietro ai personaggi dei telefilm e dei cartoni animati che ci hanno visti crescere e maturare, ma questo non significa assolutamente che siamo incapaci di vivere il presente.

Semplicemente, vogliamo dedicare a due giorni all'anno un hobby che ci piace, e vogliamo condividerlo con chi vive con noi la stessa passione.
Che male c'è?

Perchè dovrebbe essere sano giusto e sacrosanto travestire un neonato da calciatore e costringerlo a 90 minuti di urla allo stadio, e invece malaticcio e da handicappati voler sfilare in una fiera a tema, con indosso un travestimento che indichi agli altri quale serie e quale personaggio abbiamo voglia di rappresentare per uno ed un solo giorno?
Non lo capisco.

Una persona a me molto vicina, vedendo la foto dei due cosplayer che hanno dedicato tanto del loro tempo a creare quegli splendidi costumi da Lady Oscar e Andrè, ha detto che trova triste che abbiano il tempo e la voglia di fare cose simili ionvece di dedicarsi ad altri interessi.
Triste, a mio avviso, è dimenticare cosa siamo stati, perchè quello che siamo oggi dipende da quello che eravamo.

Io mi sono comprata una riproduzione di un kimono e mi sono fatta fotografare da un'amioca accanto a una statua di Mazinga, mano nella mano.
Quella ero io da piccola, quella sono io da grande.
Si chiama continuità.

Oggi sono di nuovo una professionista seria, figlia di famiglia e fidanzata amorevole.
Ma cio' non toglie che la prossima edizione di Romics, ad Aprile, saro' di nuovo li' pronta con un bel travestimeto ad hoc, a buttarmi nella mischia.
Anche quello è vivere.




venerdì 30 settembre 2016

maledette pulizie forzate




Finalmente venerdi, il giorno (almeno per me) piu' atteso della settimana.
Domani è il mio giorno libero.
Almeno in teoria.
No dico...chi ama fare le pulizie di casa?
Sopratutto quandi si ha una camenra combinata come un bazaaar pieno di polvere e scatole e buste da aprire e del cui contenuti fare una cernita?
Ho giusto un'ennesima "bustina" da portare al mercatino dell'usato sperando che me ne prendano il contenuto in conto vendita.


Ecco, appunto.
Una "bustina".



Come se non bastasse, devo pulire, lavare, spolverare, passare l'aspirapolvere.
Insomma, sto costretta a fare veramente le pulizie d'autunno.
Con l'occasione ho preso una decisione drastica: rinunciare alla mia collezione di Barbie vintage.

(per la pagina da cui ho preso questa immagine, cliccateci sopra)

Avete capito benissimo.
Mi terro' solo quelle a cui sono piu' legata, come la ballerina bianca del 1973, e qualcuna che mi faccia da modella per gli abitini che mi diletto di creare  all'uncinetto. 

Ammetto che propbabilmente questa decisione l'abbia presa anche per una certa grandissima recente delusione che non sto a raccontare qui' ora, ma credo sia il momento davvero di cambiare.
Ovviamente le Basrbie le daro' in mano a chi saprà averne cura, non a delle bambine che non sanno che razza di gioiello hanno in mano.
Voglio parlare con un amico collezionista.

Detto cio' , mi rimmergo nella polvere, sperando di uscirne viva.
See you. 

martedì 27 settembre 2016

quando il telefono non squilla

Non so bene da dove cominciare questo mio post.
E' una riflessione.
"Il telefono, la mia voce" recitava un vecchio spot della SIP... ricordate?
Ora con le nuove tecnologie il telefono è un po' state messo da parte, i cellulari di oggi volano su facebook, su twitter, si collegano in chat immediate come whatzupp e praticamente nessuno o quasi telefona davvero piu', per chiedere "come stai?" perchè sono le mani a raccontare tutto in tempo reale.
...
Ora la domanda è:
come fa ana persona ad offendersi a morte con qualcuno che anche se la chiami, la cerchi, le scrivi lei NON CAGA NEMMENO PER CASO nonostante tutta la tecnologia che permette di contattare chiunque ed essere reperibile sempre, basta avere una batteria carica?
E' quello che sta accadendo .


Sto perdendo un'amica che da febbraio, quando si è fatta viva in occasione del mio incindente, fa la desaparecida come ha sempre fatto dacchè la conosco, per non per poi sbucare sporadicamente in occasione di feste e compleanni.
Io l'ho sempre considerata COMUNQUE un'amica: perchè l'amicizia è un sentimento sacro che va coltivato ed è coltivabile anche a distanza, a differenza dell'amore di coppia.
Quello che non accetto è vedere creata una situazione ingiusta e ingiuriosa per un comportamento coerente.
Situazione che tra l'altro fa soffrire tutta la comitiva.
Facile dire "è colpa tua- è colpa vostra": quello che è sempre mancato e manca ancora adesso è il puro e semplice dialogo.
Elemento riappacificatore tipico DEI RAPPORTI TRA ADULTI.
Vedremo come andrà a finire: a questo punto davvero non lo so.



giovedì 22 settembre 2016

nuova stagione, nova stanza (lavori in corso)

E alla fine eccolo, l'autunno in tutta la sua atmosfera.
Ieri sera ho messo di nuovo il plaid sul letto, e stamani proprio non mi andava di uscire da quel calduccio.
Eh si, siamo proprio arrivati alla nuova stagione, ed io da un paio di giorni sto cercando di rendere la mia camera piu' pulita.
Non ricordavo di avere tante cartacce, sopratutto al piano di sopra!
 Non vedo l'ora di finire!

Ho portato un sacco di cose al mercatino dell'usato che credevo avrei voluto tenere, ed invece...saro' ben contenta di dar loro una seconda vita invece di lasciarli ammuffire inutilmente nel mio mobiletto.
Ne ho anche altra, tantissima da portare: libri, fumetti, oggettistica.... e forse persino qualche barbie.
Vediamo un po' se ne avro' davvero il coraggio.
Benvenuto, autunno!







venerdì 9 settembre 2016

il profumo del temporale

Alcune ore fa' il mio naso mi ha dato di nuovo prova della sua efficienza: forse davvero nella vita precedente ero un canide.

Ho sentito chiaramente l'odore dell'umidità nell'aria, un profumo di ozono che delicatamente viaggiava con un vento in aumento di intensità.
Sono uscita sul terrazzo e ho tirato su la tenda da Sole.
Poi sono tornata al pc, tranquilla che se fosse stato, la tenda non si sarebbe bagnata.
SE FOSSE STATO????
Un attimo dopo è venuto giu' un nubifragio con un vento di una potenza inaudita, che sferzava l'acqua che bagnava l'asfalto, creando delle piccole, larghe onde sulla strada mentre le auto passavano rallentando, come piccoli strani gommoni, e la pioggia cadeva violenta, pesante e copiosa creando come un grigio velo d'acqua che dava bei problemi alla visibilità.

Il temporale, come sempre, è durato pochi minuti, ma è stato davvero forte: Puffo era molto agitato nel sentire il fischio del vento che colpiva le finestre chiuse e girava l'angolo rabbioso e insolente.
Ora è tornata la calma, ma la tempesta puo' sempre tornare: resto in casa.
L'autunno si sta annuncinado prepotentemente, senza sapere che è il benvenuto, dopo un'estate cosi' torrida.



giovedì 1 settembre 2016

rieccomi!

 Rieccomi a casa, dopo un mesetto fresco fresco di ferie a Filettino .
Lo ammetto: un po' mi è dispiaciuto tornare, si stava troppo bene nel silenzio dei boschi e nel fresco delle montagne.


Tuttavia l'autunno lassu' avanza a grandi passi: i colori iniziano già a scurirsi, e le giornate si sono sensibilmente accorciate.
In piu', da un paio di giorni si è rotto definitivamente il bel tempo, e ormai, a detta della gente del paese, da l'altro ieri in cui si è scatenato un vero e proprio nubiofragio (persino qui' a Roma) pioverà ogni giorno.
E' finita la caldana, e forse anche quaggiu', o almeno lo spero.

Io intanto nemmeno il tempo di ambientarmi e già mi ritrovo con 3 pazienti in piu', un concerto da andare a sentire domani con il mio fidanzato e gli amici di sempre, e un bel problema da risolvere.
Come arrivare una volta al mese via filiberto Petiti  36, sede del roma club frecce tricolori che ho scoperto durante le ferie, e che vorrei frequentare?
Il guaio è che sono lontanissimi dalla mia zona, i miei dicono che persino sia allo sprofondo!
Presto arriverà il buio già alle 4 del pomeriggio.... BAH!
Non voglio farmi problemi: sono stata capace di andare fino a Torino e Milano, a lavorare a Guidonia e Colleferro...una maniera la trovero'!
O almeno lo spero!

sabato 30 luglio 2016

Freccia, il rondone precipitato

Ieri mattina mio padre mi ha telefonato tutto preoccupato.
"Puoi raggiungermi?" mi fa "Non so cosa fare"
Mi spiega che aveva raccolto un rondone caduto e che non riusciva a farlo ripartire.
Gli dico di fare la piattaforma con le mani e di accucciarsi, qualosa il piccolo dovesse sbagliare manovra e cadere di novo a terra, nel frattempo, avendo terminato col mio ultimo paziente,  mi sono incamminata per raggiungerlo.

Dopo un attimo mi richiama: "Questo non vola, anzi, si è accomodato!" ride.

In  circa mezz'ora sono arrivata da mio padre, che aveva questa deliziosa creatura aggrappata alla spalla.
L'ho presa in custodia con delicatezza e lei... invece di aprire le alucce, mi fa SHAKE SHAKE con la codina e si sistema comoda al centro della mia mano.
Partiamo alla volta dello studio del mio veterinario di fiducia.

Durante il tragitto le ho parlato, l'ho carezzata, l'ho difesa dal Sole delle ore piu' calde e me la sono fatta a piedi per non farle prendere uno spavento.
Quale rondine (o rondone che sia) ha mai preso la metropolitana?

Alla fine il dottore è stato in grado di darmi l'indirizzo preciso del centro recupero fauna selvatica gestito dalla LIPU.
Mi ha detto di portarcelo il prima possibile, perchè il piccolo ha bisogno di mangiare almeno ogni 4 ore e di certo dopo la craniata presa aveva bisogno di cure specifiche che lui, ha ammesso, non si sentiva in grado di dargli.
Viva l'onestà.
Cosi' mi sono incamminata, stavolta con il rondone in una scatola piena di buchi fornitami dal veterinario, verso casa.
Sono passata a prendere del macinato per dare da mangiare al piccolo scalpitante ospite (che proprio non ci voleva stare, chiuso in una scatola) e poi l'ho portata a casa.
Ho salutato tutti rapidamente e mi sono chiusa in bagno per nutrire l'ospite che pero' proprio non voleva saperne.
Sono riuscita a dargli appena tre o quattro briciole di carne macinata, ma si ribellava cosi' tanto che non me la sono sentita, di insistere oltre.
L'ho rimessa nella scatola e ho permesso a Puffo di annusne l'esterno, facendo bene attenzione che non la potesse aprire. Poi, quando il micio si è placato ho messo la scatola sul tavolo in camera mia e ho chiuso la porta per andare finalmente a mangiare anche io.
Quando sono tornata in camera, poco dopo, mi ha preso un colpo!
La scatola era APERTA e il rondone, che il mio compagno ha avuto la bella idea di  chiamare Freccia, era SPARITO!


 Che colpo!
Sono andata a vedere Puffo: dormiva beato sul letto matrimoniale.
Incredibile: c'è un pennuto per casa e lui si sazia annusandone l'esterno della scatola di trasporto... non smettero' mai di sorprendermi, con questo micio.

Insomma....ho spostato tutto, sollevato tutto, cercato dappertutto finchè mi sono girata e me lo trovo li', per terra accanto alla porta finestra, che si gode il Sole.
Vedendomi, inizia a camminare con le ali aperte cercando di nascondersi.
Chiaro che fosse in un forte stato confusionale, povera creatura.
L'ho raccolta e coccolata, l'ho calmata, le ho fatto sentire tutta la mia tenerezza.
Gli uccelli non si accarezzano come facciamo noi, ma era evidente da subito, che la mia mano che le passava sul dorso e sulle ali le davano piacere.


Subito dopo aver mangiato, io e mio padre siamo saliti in auto e siamo partiti alla volta del centro recupero fauna selvatica gestito dalla LIPU.
Si trova praticamente accanto allo zoo cittadino.
Li' mi hanno detto che Freccia ha solo 3 settimane, e che non coordina i movimento probabilmente a causa del fatto che con la caduta ha riportato un trauma cranico.
Cribbio, so bene come ci si sente.... se ci ripenso mi vengono i brividi.

Un po' mi spiace sapere che non sapro' mai come finrà la storia di Freccia, ma sono certa che li' faranno tutto il possibile per fargli riprendere il volo.
E' adorabile, e spero un giorno di federla sfrecciare e garrire felice insieme ai suoi simili.
Se lo merita, povera anima.